
«E’ un lavoro emotivo, quello di insegnare. Si tratta di avere passione per ciò che si trasmette e di essere convinti della bellezza e dell’importanza di ciò che si vorrebbe i discenti conoscessero. E’ emotivo per chi insegno e lo è per chi apprende. E’ emotivo anche indipendentemente dalla materia, dato che recenti studi hanno dimostrato che si può provare gioia persino per le discipline considerate più difficili, quali la matematica, e che, in questo processo, a fare la differenza è il docente (Frenzel et al., Emotional Transmission in the classroom: exploring the relationship between teacher and student enjoyment, Journal of Educational Psychology, 2009)» Continua a leggere “Non si impara che quello che ci emoziona: l’insegnamento della geografia”
«L’apprendimento è soggetto a una condizione essenziale: che l’alunno concordi nel ricevere la conoscenza e che sia nelle condizioni di porvi attenzione o, in altre parole, che gli interessi. La sua attività psichica è la condizione sine qua non per avere successo.
Poco prima della chiusura forzata imposta per tutti i luoghi di cultura, ho avuto occasione di incrociare una scolaresca di bambini della primaria nel nuovo mini-bookshop allestito in prossimità dell’uscita di un museo milanese.
Rileggendo il decalogo di Robert Fulghum – vere e proprie tavole della legge dell’essere umano – provate a immaginare quali di questi “valori” potrebbero essere appresi “a distanza”, attraverso i device.